Cosa fare a Vanchiglia

O “zona Santa Giulia”: una passeggiata tra arte, libri, vintage e movida universitaria, nel borgo in cui vissero i tre torinesi più eccentrici e visionari

Quando siamo stanchi dei soliti giri in centro, Vanchiglia è il posto dove si finisce per andare. A due passi dalla Mole Antonelliana, basta attraversare corso San Maurizio e si arriva in uno dei quartieri più sorprendenti di Torino.

Un tempo soprannominato “Borgh del fum” per le ciminiere delle fabbriche che lo caratterizzavano, era una zona malsana e dalle condizioni igieniche precarie. Per questi motivi gli affitti erano bassi e, come a Montmartre o a Soho, attiravano gli artisti. La bohéme torinese è ricordata nella topomomastica: Via degli Artisti deve il suo nome alla massiccia presenza di pittori, scultori e artigiani che popolavano borgo Vanchiglia a metà dell’Ottocento. E proprio in questa zona vissero tre tra i torinesi più eccentrici e visionari: Antonelli, Mollino e Carol Rama.

Oggi il borgo è un polo creativo vivace, animato dagli studenti di Palazzo Nuovo e del Campus Luigi Einaudi di Norman Foster e da una comunità di artigiani, artisti, librai e commercianti indipendenti che lo rendono uno dei quartieri più interessanti della città. Il cuore notturno è via Santa Giulia e la piazza omonima: i ragazzi la chiamano semplicemente “Zona Santa Giulia”, e basta percorrerla una sera per capire perché. Di giorno è il quartiere dei negozi alternativi, delle librerie militanti, dei laboratori creativi. Di sera diventa il salotto all’aperto della Torino universitaria.

Cosa vedere in Vanchiglia… iniziamo da una pausa caffè

Dapper coffee Vanchiglia Torino

Prima di iniziare, una sosta obbligatoria. Dapper Coffee (Corso San Maurizio 51/G) è nata dall’idea di tre amici con una passione per il caffè e la voglia di portare a Torino una visione nuova e indipendente dello specialty coffee. Potrete assaggiare dal classico espresso al filtro, al bicerin rivisitato e al “dapperino”, il marocchino di casa, con crema di latte, crema gianduia e cacao seduti su una gradinata che ricorda un piccolo teatro.

Case dell’altro mondo: le più eccentriche di Torino

Antonelli e la Fetta di Polenta

Scendendo lungo Corso San Maurizio, all’angolo con via Giulia di Barolo trovate uno degli edifici più bizzarri d’Italia: Casa Scaccabarozzi, che i torinesi chiamano la Fetta di Polenta. Alta 27 metri, larga appena 54 centimetri sul lato più stretto, dipinta color ocra — fu progettata nel 1840 da Alessandro Antonelli per scommessa, su un lotto di terreno strettissimo su cui nessun altro avrebbe pensato di costruire. Lo stesso Antonelli che di lì a qualche anno avrebbe firmato la Mole. Non è un caso che abitasse a pochi passi, al numero 9 di via Vanchiglia, in un palazzo che aveva progettato lui stesso sei anni dopo, che vedete in questa foto:

Un angolo di scandinavia in via Giulia di Barolo

Svoltando l’angolo, in via Giulia di Barolo 11/b, letteralmente a pochi passi dalla Fetta di Polenta, c’è Ö Nordic Things. Un negozio caratterizzato da scritte a mano in un carattere molto particolare che accompagnano tutta la selezione: piccoli arredi scandinavi, candele, tappeti nordici, oggetti di design e una piccola collezione autoprodotta.

Prima di addentrarsi nel cuore di Vanchiglia, una deviazione verso il fiume vale la pena farla, fino in via Napione. Qui, a pochi metri di distanza, vissero due dei più eccentrici e importanti torinesi.

Casa Museo Carlo Mollino

In via Napione 2, la casa-museo dell’architetto e designer torinese per eccellenza. Carlo Mollino ha lasciato impronte indelebili su Torino: dal Teatro Regio, alla Camera di Commercio, dalle automobili da corsa alle fotografie erotiche. La sua casa è rimasta intatta così come lui l’aveva allestita: un’opera d’arte totale, visitabile su prenotazione, che racconta meglio di qualsiasi biografia chi fosse davvero.

Casa Museo Carol Rama

A pochi metri, in via Napione 15, il museo più inaspettato del quartiere. Carol Rama abitò e lavorò in questo appartamento dagli anni Quaranta fino alla sua morte nel 2015, a 97 anni.

Da ordinato appartamento borghese si trasformò nel tempo in un’installazione totale: disegni e tele dell’artista accanto a opere di Man Ray e Andy Warhol, oggetti d’arte primitiva, fotografie, monili, le tende nere alle finestre che lei volle per non distrarsi. Per decenni fu un salotto atipico che accolse Pavese, Calvino, Fossati, Raf Vallone. La casa è visitabile solo su prenotazione in piccoli gruppi.

Il Cortile delle Arti

Rimaniamo in tema di Arte. Al numero 16 di Via Vanchiglia, un portone come tanti altri apre su qualcosa di inaspettato. Il Cortile delle Arti è un posto che fa rivivere la storia bohemienne di Vanchiglia. Un lungo ballatoio al primo piano, un basso fabbricato interno, alcune aiuole con alberi al centro, un silenzio che non ti aspetti a due passi dalla via. Negli anni Venti ci lavorava l’unica fabbrica italiana di forniture per ombrelli e berretti — la Ambrogio Merzagora. Oggi quegli stessi spazi ospitano pittori, scultori, illustratori e fotografi. Il cortile non è sempre aperto: si anima in occasione di mostre collettive, presentazioni di libri e aperture straordinarie degli atelier, spesso in concomitanza con il TAG Gallery Weekend o con gli eventi della settimana dell’arte torinese. Alcune gallerie come Febo e Dafne però sono sempre visitabili.

Sapori francesi in via Vanchiglia

Se amate la cucina francese, al numero 21, troverete il posto che fa per voi: Bel & Bon una raffinata épicerie fine (drogheria gourmet) specializzata esclusivamente in prodotti artigianali francesi, dai formaggi, al foie gras ai vini.

Vanchiglia Vintage District

Il quartiere ospita il Vanchiglia Vintage District, una rete di negozi specializzati che hanno trasformato la zona in una delle mete più interessanti per gli amanti del second hand. Il più iconico è Rooster: una ex officina meccanica in un cortile diventata boutique rétro, con pezzi selezionati da mercatini di Londra, Berlino e New York. Se cercate oggetti vintage c’è Paul’s Boutique che, oltre ad avere il nome di un grande disco dei Beastie Boys, ha un sacco di cose curiose. Gli altri indirizzi li trovate nella mappa a fondo pagina.

La sartoria teatrale in Vanchiglia

In via degli Artisti 16/m, Devalle Costumi rifornisce teatri, produzioni cinematografiche e televisive con un catalogo che copre ogni epoca e ogni genere, dalla commedia all’opera lirica, dal cinema di periodo alle sfilate storiche. Non è un negozio per il pubblico generico, ma vale la pena fare un salto anche solo per sbirciare dalle vetrine.

Via Santa Giulia: la spina dorsale

Aria Gelateria

Via Santa Giulia è l’asse centrale del quartiere. Di giorno per i negozi alternativi e i laboratori creativi. Di sera per ristoranti e locali, tant’è che i ragazzi chiamano Vanchiglia semplicemente “Santa Giulia”.
Tra le mete delle nostre passeggiate non mancano mai Aria Gelateria, gelateria artiginale colorata e dai gusti insoliti, Quadratino, un negozio di oggettistica indipendente con oggetti ironici e dissacranti. Lo Yeti Felice è uno dei posti più curiosi che ci sono a Torino: un laboratorio che realizza pupazzi di peluche a partire da una foto o da un disegno.

Lo Yeti felice

Largo Montebello, la piazza rotonda di Torino

largo montebello

In una città squadrata come Torino, una piazza rotonda è inaspettata. Al fondo di Via Santa Giulia, largo Montebello, fa sempre questo effetto, sorprende anche i torinesi. Un cerchio perfetto, che inquadra il cielo e se vi spostate nel punto giusto, la Mole Antonelliana. Le case hanno un’architettura elegante e ordinata e al centro c’è un giardinetto con altalena, alberi, il toret e qualche panchina dove fare una pausa. Sempre curioso sbirciare nelle vetrine dei Tre Torchi, una galleria specializzata in stampe d’autore.

Librerie e cultura militante

In via Rossini 21/c, La Libreria del Golem propone quella che ama chiamare “bibliodiversità”: testi che non si trovano nelle librerie generaliste, narrativa meno conosciuta, saggistica politica e sociale, editoria di ricerca. Li consegna anche a domicilio in bicicletta.

La Libreria Libra, in Via Santa Giulia 40/A, ha un piano sotterraneo pieno zeppo di libri usati

In via Tarino 12/c, il Centro di Documentazione Porfido è una singolare biblioteca, emeroteca e punto di distribuzione di testi rivoluzionari e militanti.

Cosa fare la sera a Vanchiglia… o Santa Giulia

Si è fatto tardi e volete concludere la passeggiata con un aperitivo o una cena in zona? Siete nel posto giusto.

Quando i ragazzi dicono “ci vediamo in Santa Giulia” intendono un’area precisa: piazza Santa Giulia e le vie che le gravitano intorno, cuore della movida universitaria torinese. L’atmosfera è trasversale, non troppo modaiola, più economica rispetto ad altre zone della città, dove si preferisce stare all’aperto anche d’inverno, ridere, stare insieme, a volte strimpellare qualcosa.

Il locale più iconico della piazza è il Circolo ARCI Santa Giulia, ricavato in un ex salumificio: dove un tempo stagionavano i salumi, ora ci sono tre calcetti. D’estate la folla straborda in piazza.

Sempre in piazza spiccano ShareWood con una betulla viva che cresce all’interno del locale, decorata con lucine, il Mojo Bar, famoso per i cocktail, Bere in Tipografia sempre molto frequentato.

Un altro posto curioso in corso San Maurizio 47 è Da Emilia e il suo spin-off Ailimē: un’osteria emiliana / giapponese dove puoi sederti a un tavolo e mangiare onigiri e tigelle insieme, in un ambiente che mescola arredi vintage da bar anni ’70 con l’estetica essenziale di un sake bar di Tokyo. Per rimanere in tema cucina etnica qui trovate l’unico ristorante armeno di Torino, Casa Armenia, oppure lo storico Klec Blazna, un angolo di Praga.

Mappa delle cose da vedere e da fare a Vanchiglia

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