Musei Reali

Il complesso dei Musei Reali di Torino racchiude in un unico itinerario un viaggio che attraversa quasi due millenni di storia, dalla Torino romana alle sale ottocentesche di Casa Savoia

I Musei Reali di Torino comprendono in un unico percorso e un unico biglietto Palazzo Reale, la Biblioteca Reale, l’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo di antichità, Palazzo Chiablese, la Cappella della Sacra Sindone e i Giardini Reali.

Da piazza Castello e dalla Piazzetta Reale, superato il cancello con le statue di Castore e Polluce, partiamo per un viaggio affascinante: un itinerario lungo 3 km che ripercorre la storia d’Italia dai reperti romani del Museo di Antichità ai sontuosi saloni di Palazzo Reale.

Se avete poco tempo, consigliamo di visitare almeno Palazzo Reale assieme alla Cupola della Sindone e all’Armeria Reale, gli ultimi due si vedono abbastanza rapidamente. Chi ha più tempo invece può godere del percorso completo.

Al termine della visita potrete rifocillarvi nella caffetteria di Palazzo Reale o riposarvi negli eleganti Giardini Reali con vista sulla Mole Antonelliana.

Ma iniziamo il percorso da PIazza Castello.

Piazzetta Reale: il cancello monumentale e le statue di Castore e Polluce

Prima di entrare nei Musei Reali, si accede alla Piazzetta Reale, uno spazio che si apre tra Palazzo Reale, Palazzo Chiablese e la Chiesa di San Lorenzo, separato da Piazza Castello da un’elegante cancellata disegnata da Pelagio Palagi su cui svettano i due Dioscuri a cavallo, simbolo di valore cavalleresco e protettori dei viaggiatori. I bronzi vennero scelti da Carlo Alberto per rimpiazzare il “Pavaglione”, padiglione ligneo demolito dopo l’incendio del 1811.

Il progetto originario di Palagi prevedeva quattro gruppi equestri, ma fu ridotto per motivi di budget: l’attuale cancellata costò poco più di un decimo del preventivo iniziale.

Durante i bombardamenti del 1943 i cavalli furono protetti con imponenti incastellature lignee per evitarne la frantumazione.

Curiosità:

Palazzo Reale

Nel 1561 Torino divenne la nuova capitale del Ducato di Savoia. Per attribuirle un centro del potere nuovo di zecca, il duca Carlo Emanuele I, incaricò l’architetto Ascanio Vittozzi della costruzione del Palazzo Reale. Ampliato e ristrutturato per volontà della prima Madama Reale, Maria Cristina di Francia, è diventato un ambiente ricco di opere d’arte grazie agli interventi di Filippo Juvarra (Scala delle Forbici), di Benedetto Alfieri e di Claudio Francesco Beaumont. Fu la residenza ufficiale dei Savoia fino al 1865.

Salone degli Svizzeri al Palazzo Reale di Torino

Visitate gli appartamenti reali riccamente decorati e arredati dal XVII al XX secolo che documentano l’evoluzione del gusto dei sovrani sabaudi e conservano non soltanto gli arredi, in particolare di Pelagio Palagi, ma anche orologi, porcellane e argenti.

Scalone d’Onore e Scala delle Forbici

Subito oltre la biglietteria spicca lo Scalone d’Onore del XVII secolo adornato da affreschi allegorici che celebrano la dinastia sabauda. Dal mezzanino, cercate la porta che conduce alla celeberrima Scala delle Forbici (1729-1732) di Filippo Juvarra: una struttura “a tenaglia” priva di sostegni centrali, realizzata per il matrimonio di Carlo Emanuele III con Anna Cristina di Baviera.

Il nome deriva da un paio di forbici scolpite sulla volta, allusione alle “malelingue” di corte che dubitavano della stabilità dell’opera.

Sale di rappresentanza: capolavori da non perdere

Le sale del piano nobile offrono un catalogo vivente di stili che vanno dal barocco severo di Cristina di Francia al gusto eclettico di Vittorio Emanuele II.

Salone della Guardia Svizzera

Rafforza visivamente le origini germaniche della dinastia con trofei d’armi e stemmi araldici. Sotto la volta dipinta, cercate la sigla “V.E. II” incisa sulle alabarde: era un “marchio di inventario” apposto durante il trasferimento della corte a Firenze nel 1865.

Sala del Trono

Il trono dorato con leoni ai braccioli appartiene a Carlo Alberto (1831) mentre il baldacchino rosso è un rifacimento post-unitario adattato per le visite di dignitari stranieri. Ai lati, busti in marmo di re sabaudi osservano la scena: una perfetta lezione di propaganda dinastica.

La sala da pranzo di Palazzo Reale

Sala da Ballo

Lampadari a 360 bracci in vetro di Murano (1837) illuminavano i ricevimenti mascherati di metà Ottocento; specchiere giganti raddoppiano la luce secondo la moda parigina.

Gabinetto Cinese

Una stanza-scrigno rivestita di autentiche lacche orientali acquistate da Juvarra nel 1732; le parti mancanti furono dipinte “alla cinese” dal pittore Pietro Massa affinché l’imitazione risultasse indistinguibile. Sul soffitto, la tela di Claudio Francesco Beaumont raffigura il Giudizio di Paride: l’unico mito greco in una stanza asiatica, per ricordare la vocazione internazionale della corte.

Vita a corte: le cucine di Palazzo Reale

Interessantissima è anche la visita alle cucine, per scoprire alcune curiosità legate al cerimoniale della tavola, ricette, mode e regole del cerimoniale del Palazzo che fu cuore del regno d’Italia. Le cucine non sono comprese nel normale biglietto, non sono sempre disponibilie e fanno parte delle visite guidate, richiedete le informazioni in biglietteria.

Cucine di Palazzo Reale

Girarrosti a manovella, pentolame di rame ( circa 2.000 pezzi) e ghiacciaie in muratura testimoniano l’organizzazione ferrea della “brigata di cucina” guidata dal capocuoco reale.

Un montacarichi collegava le cucine alla Sala da Pranzo per servire le pietanze “alla russa”, ossia in sequenza e non più a buffet, moda introdotta a corte nel XIX secolo.

I menù del 1899 menzionano “pollo alla Marengo”, cavallo di battaglia dei banchetti per ricordare la vittoria napoleonica in Piemonte.

La Cappella della Sindone

La Cappella della Sindone di Guarino Guarini è uno di quei luoghi che ti lasciano senza fiato. Non tanto per la devozione – quella è una questione personale – quanto per l’audacia architettonica. Guarini riuscì a creare una cupola che sembra sfidare le leggi della fisica, un intreccio di nervature in pietra che si alza verso l’alto in una spirale vertiginosa.

L’incendio del 1997 fu un dramma che colpì tutta la città. La temperatura interna superò i mille gradi, e per un momento si temette che tutto fosse perduto. Il restauro, costato 30 milioni di euro e durato vent’anni, è stato un capolavoro di ingegneria: 200 professionisti, tecnologie laser per il monitoraggio, e la pazienza certosina di rimontare ogni singola pietra al suo posto.

Oggi l’accesso avviene direttamente dal corridoio del Palazzo, e ti ritrovi dentro la cupola senza neanche accorgertene – un effetto scenografico che Guarini aveva studiato apposta per stupire gli ospiti di corte.

La Biblioteca Reale

Dopo Palazzo Reale, la visita prosegue nella contigua Biblioteca Reale. Fondata da Carlo Alberto, la Biblioteca conserva più di 200.000 volumi e un nucleo di 13 disegni di Leonardo da Vinci. Il pezzo forte è il celeberrimo Autoritratto a sanguigna (1517-1518), dal caratteristico colore rossastro ottenuto con ossido di ferro. L’opera fu acquistata a metà Ottocento da un collezionista piemontese che sosteneva di averla comprata in Francia o Inghilterra; da allora non ha più lasciato Torino, se non per rarissime mostre.

Autoritratto di leonardo Torino

L’Armeria Reale

Armeria Reale Torino

L’Armeria Reale, allestita nella scenografica Galleria Beaumont, è una delle collezioni di armi più importanti al mondo. Non è solo una rassegna di oggetti bellici, ma una testimonianza della tecnologia, dell’arte e del potere attraverso i secoli. L’armatura di Emanuele Filiberto, indossata nella parata per la vittoria di San Quintino nel 1559, racconta l’epopea di un principe che riconquistò i suoi territori. Impressionante anche l’armatura seicentesca di don Gómez Suárez de Figueroa y Córdoba, governatore di Milano: costruita per un gigante alto oltre due metri. Un’armatura che intimidiva prima ancora di combattere. Qui potrete vedere anche la sciabola e l’uniforme di Napoleone, che visitò Torino in diverse occasioni, dopo la battaglia di Marengo che portò all’annessione del Piemonte alla Francia.

Galleria sabauda

La Galleria Sabauda è una delle più importanti pinacoteche italiane, ospitata dal 2014 nella Manica Nuova del Palazzo Reale, all’interno del complesso dei Musei Reali.

La galleria conserva oltre 700 dipinti che spaziano dal XIII al XX secolo, testimoniando il raffinato gusto collezionistico della dinastia sabauda attraverso i secoli, arricchita ulteriormente con la preziosa donazione della collezione Gualino, acquisita dall’industriale biellese Riccardo Gualino e considerata una delle più significative raccolte italiane del Novecento, che comprende opere che vanno da Duccio di Buoninsegna a Sandro Botticelli.

La collezione si distingue per la presenza di importanti opere di maestri piemontesi, tra cui Gaudenzio Ferrari, Defendente Ferrari, Macrino d’Alba e Bernardino Lanino, affiancate da capolavori di grandi artisti italiani come Beato Angelico, Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Guido Reni e Bernardo Bellotto. Particolarmente significativo è il nucleo di dipinti fiamminghi e olandesi che include opere di Van Dyck, Rubens, Rembrandt, Memling e Van Eyck

La Venere di Botticelli della Galleria Sabauda di Torino

Tra le opere conservate nella Galleria Sabauda di Torino spicca la “Venere” di Sandro Botticelli, che testimonia la maestria rinascimentale e fa parte della preziosa collezione donata da Riccardo Gualino.

Museo di Antichità

Il Museo di Antichità dei Musei Reali di Torino offre un percorso archeologico dalla preistoria all’epoca romana, raccontando la storia di Torino e del Piemonte fino alle civiltà mediterranee.

Fondato nel 1723 con i ritrovamenti dell’antica Augusta Taurinorum, è il più antico museo di antichità d’Europa. Il modello 3D della città romana mostra come l’urbanistica antica corrisponda ancora alle attuali vie Garibaldi e San Tommaso.

Il museo si articola in tre sezioni: la Galleria Archeologica con le collezioni storiche, “Archeologia a Torino” presso le rovine del teatro romano, e il Padiglione del Territorio piemontese che copre dalla Preistoria al Basso Medioevo.

Giardini Reali

Dopo la lunga visita ai Musei Reali godetevi un po’ di relax tra il verde dei Giardini Reali. Superato il cortile di Palazzo Reale troverete un’oasi di pace nel cuore di Torino.

La Mole Antonelliana vista dai Giardini Reali

Sedetevi su una delle sedie di metallo verde che ricordano molto quelle delle Tuileries a Parigi, e godetevi la vista sulla Mole Antonelliana.

La storia dei Giardini risale al XVI secolo con Emanuele Filiberto; il massimo splendore giunse però nel XVII-XVIII secolo quando André Le Nôtre, architetto di Versailles, ridisegnò il parco “alla francese” con giochi prospettici e fontane scenografiche.

I Giardini Reali sono accessibili liberamente e senza biglietto, chiunque può goderne della bellezza, dopo aver superato il cortile di Palazzo Reale.

Un Caffè Reale

Concedetevi una pausa raffinata nelle accoglienti sale del Caffè Reale, ricavato negli storici locali della Regia Frutteria dove un tempo si conservavano le preziose porcellane e l’argenteria di corte. Tra eleganti arredi d’epoca e le porcellane di Casa Savoia, potrete godere della Merenda Reale vi trasporterà nel Settecento con le sue ricette di corte: la densa cioccolata calda preparata con la formula originale di cacao, acqua e poco zucchero, servita insieme ai tradizionali savoiardi, ai tipici torcetti piemontesi e agli squisiti gianduiotti.

La Cavallerizza Reale

Attiguo a Palazzo Reale, questo complesso di edifici un tempo era il cuore dell’attività equestre di corte, destinato agli esercizi e agli spettacoli dei cavalli sabaudi. Progettato nel XVIII secolo come parte integrante della “zona di comando” della capitale, ospitava le scuderie reali, la cavallerizza per l’addestramento e le tribune per gli spettatori che assistevano ai tornei e alle esibizioni equestri della nobiltà.

Il progetto di riconversione della Cavallerizza Reale

Il complesso è attualmente in fase di restauro grazie a un ambizioso progetto da oltre 200 milioni di euro iniziato nel dicembre 2024. I lavori, che si concluderanno nel novembre 2026, sono guidati dal progetto vincitore dello studio CZA – Cino Zucchi Architetti, selezionato attraverso un concorso internazionale. Il progetto di recupero è arrivato dopo anni di polemiche sull’utilizzo del sito, che ha visto falliti tentativi di vendita all’asta, occupazioni da parte di collettivi cittadini e incendi dolosi

Il restauro trasformerà la Cavallerizza in un innovativo polo culturale multifunzionale che ospiterà la sede della Fondazione Compagnia di San Paolo, spazi universitari, centri di formazione artistica, sale eventi e hub culturali.

Al termine della riconversione la Cavallerizza sarà collegata ai Musei Reali, creando un’ampia area settecentesca aperta al pubblico e collegata dai Giardini Reali con i Musei Reali: uno straordinario e unico distretto culturale barocco.

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