La Sacra di San Michele è un’imponente abbazia situata sulla cima del monte Pirchiriano, a circa 30 chilometri da Torino, nel Comune di San’tAmbrogio, poco distante da Torino, in Val di Susa. La Sacra è uno dei più importanti monumenti religiosi dell’Europa romanica.

Questo straordinario sito, proclamato simbolo ufficiale del Piemonte nel 1994, offre un’esperienza che fonde architettura medievale, spiritualità e panorami mozzafiato sulla Val di Susa. Costruita tra il X e il XII secolo, l’abbazia ha ispirato lo scrittore Umberto Eco per il suo celebre romanzo “Il nome della Rosa” e si inserisce all’interno di un’antica via di pellegrinaggio che attraversa l’Europa, collegando Mont Saint-Michel in Francia a Monte Sant’Angelo in Puglia. La visita a questo monumentale complesso permette di scoprire un ricco patrimonio di elementi architettonici, leggende affascinanti e una lunga storia che ha attraversato periodi di splendore e declino.
La storia millenaria della Sacra di San Michele
La Sacra di San Michele fu edificata tra il 983 e il 987 d.C., dando vita a un complesso monastico che nei secoli successivi sarebbe diventato uno dei più importanti dell’Europa medievale. Le sue origini si collocano in un periodo storico caratterizzato da un forte fermento religioso e culturale, quando l’ordine benedettino stava conoscendo una significativa espansione. La posizione strategica, all’imbocco della Valle di Susa, ne fece fin da subito un importante punto di riferimento per pellegrini e viaggiatori che percorrevano la Via Francigena.
Il complesso monastico che oggi ammiriamo è il risultato di numerosi interventi edilizi e ampliamenti avvenuti nel corso di diversi secoli. Tra il 1099 e il 1390 si verificò un significativo ampliamento settentrionale, mentre tra il 1110 e il 1255 fu realizzata la “nuova” chiesa, che costituisce ancora oggi il cuore dell’abbazia. Questi interventi hanno contribuito a creare un insieme architettonico in cui si fondono armoniosamente elementi romanici e gotici, testimonianza delle diverse epoche di costruzione.
A partire dal 1381, la Sacra di San Michele attraversò un lungo periodo di declino che durò fino al 1836. Durante questi secoli, il complesso monastico subì un progressivo abbandono che ne compromise parzialmente le strutture. La rinascita dell’abbazia è legata all’arrivo dei padri Rosminiani, che ne hanno curato il restauro e la valorizzazione fino ai giorni nostri, trasformando questo luogo in un’importante meta turistica e spirituale.

Cosa vedere alla Sacra di San Michele
Arrivati al parcheggio dopo un breve percorso a piedi si arriva alla biglietteria.
Il Basamento e l’Ingresso
Il percorso di visita alla Sacra di San Michele inizia dall’ingresso monumentale, caratterizzato da un portale sorvegliato simbolicamente da leoni scolpiti sui capitelli degli stipiti. Questo elemento segna l’inizio di un cammino non solo fisico ma anche spirituale che conduce alla chiesa. L’imponente basamento, alto 26 metri e costruito nella prima metà del XII secolo, sostiene la parte orientale dell’edificio sacro con le sue tre absidi in pietra verde. Questa struttura massiccia rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura romanica, con i suoi caratteri possenti e le sue forme austere che trasmettono immediatamente al visitatore il senso di solennità e sacralità del luogo.
Lo Scalone dei Morti
Uno degli elementi più suggestivi e carichi di mistero della Sacra è sicuramente lo Scalone dei Morti, al quale si giunge dal piano d’ingresso grazie a un ampio e ripido scalone che risale alla metà del XII secolo. Il nome deriva dal fatto che questo spazio fungeva da luogo di sepoltura per monaci e benefattori dell’abbazia, come testimoniano le tracce di affreschi ancora visibili sotto il finestrone e le cinque tombe che si sono conservate fino a oggi. Durante la salita, si può ammirare sulla sinistra un imponente pilastro alto oltre 18 metri che sostiene il pavimento della sovrastante chiesa, mentre sulla destra emerge uno spuntone di roccia che si perde nel muro di fronte. Nella nicchia centrale erano custoditi, fino al 1936, alcuni scheletri di monaci, elemento che ha ulteriormente contribuito a creare l’aura di mistero che circonda questo ambiente.
Il Portale dello Zodiaco
Giunti alla sommità dello Scalone dei Morti, si attraversa uno degli elementi più preziosi di tutto il complesso: il Portale dello Zodiaco, opera romanica scolpita tra il 1128 e il 1130 dal Maestro Nicolao, famoso architetto-scultore piacentino. Questo portale rappresenta un vero e proprio capolavoro dell’arte romanica, ricco di simboli e allegorie che si intrecciano in un programma iconografico complesso. Il Portale dello Zodiaco si pone come un importante diaframma nell’itinerario ascensionale della Sacra di San Michele, avvalendosi di simboli orchestrati in un’arte sviluppatasi soprattutto nell’ambito del monachesimo cluniacense, e volta a favorire il processo di ascesi mistica. Come ha voluto ricordare lo stesso Nicolao, questo portale può essere compreso “solo da chi è capace” e con la consapevolezza che si tratta di un monumento che “più volte deve essere guardato”.
Gli Archi Rampanti
Un altro elemento architettonico di grande interesse sono gli Archi Rampanti, che rappresentano una delle caratteristiche distintive dell’architettura gotica ma che furono progettati per rafforzare la struttura dall’architetto Alfredo D’Andrade (che è anche l’artefice del Borgo Medievale a Torino) e completati nel 1937.

La Chiesa Principale
Il nucleo centrale della Sacra di San Michele è rappresentato dalla Chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, costruita nel XII secolo. Questo edificio sacro, che rappresenta il cuore spirituale di tutto il complesso, è caratterizzato da una fusione di stili che vanno dal romanico al gotico, frutto dei numerosi interventi edilizi succedutisi nel tempo. All’interno della chiesa sono sepolti membri della famiglia reale di Casa Savoia, a testimonianza dell’importanza storica e politica che questo luogo ha avuto nei secoli. L’interno dell’edificio sacro, con le sue alte navate e le sue volte slanciate, crea un’atmosfera di profonda spiritualità, invitando il visitatore alla contemplazione e alla preghiera.

La Torre della Bell’Alda
Tra gli elementi più affascinanti della Sacra di San Michele vi è la Torre della Bell’Alda, una struttura del XIII secolo alta circa venti metri, che fa parte del complesso denominato “Nuovo monastero”, in gran parte distrutto da alcuni terremoti a partire dal XVI secolo. Questa torre è legata a una suggestiva leggenda popolare secondo cui una giovane di nome Alda, per sfuggire a dei soldati di ventura, si sarebbe gettata nel sottostante burrone rimanendo miracolosamente illesa grazie all’intervento divino. La leggenda narra che, successivamente, spinta dalla vanità e dal desiderio di guadagno, la ragazza avrebbe tentato nuovamente il salto, ma questa volta il suo corpo si sarebbe sfracellato contro le fonde scogliere.

La vista sulla Valle di Susa
Dalla sommità della Sacra di San Michele si gode di una vista spettacolare che abbraccia l’intera Val di Susa e si estende fino alla città di Torino, situata a circa 40 chilometri di distanza. Il panorama mozzafiato spazia dalle vette delle Alpi Cozie fino alla vasta pianura sottostante, offrendo un contrasto suggestivo tra montagne e territorio coltivato. Questa posizione dominante, a quasi 1.000 metri di altitudine, rende la Sacra non solo un luogo di grande importanza spirituale e storica, ma anche un punto privilegiato per ammirare la natura e il paesaggio piemontese in tutta la sua bellezza.


Dove si trova la Sacra di San Michele
E’ possibile raggiungere la Sacra da Torino in auto o in pullman oppure spostarsi in treno fino a Sant’Ambrogio Torinese e fare una bella passeggiata tra i boschi (durata H1,30; in salita).
Per informazioni visita il sito della Sacra di San Michele