Il leggendario Studio 2

Studio 2 la storia dei locali torinesi

Lo Studio 2 di via Nizza è stato uno dei locali che hanno fatto la storia della night-life torinese.  Per quelli della mia generazione “il locale”.

Probabilmente il suo successo fu legato al mix di generi musicali diversi che attirava un pubblico eterogeneo: universitari, alternativi, fighetti, punk, truzzi, tutti andavano allo Studio 2.

Leggendarie le serate del venerdì con Mixo, poi passato alla TV (Videomusic), Ammendolia e Giusy Brunetti e, ad inizio anni ’90, Pop planet la serata del sabato con la Latin Superb Posse: hip hop, house & techno.

Frequentai questo club negli ultimi anni della sua storia, primi anni ’90 e ne rimasi affascinato: la sala buia e alta, il ballatoio che correva attorno… la facciata su via Nizza un po’ stile Bowery, buttata giù per far posto ad un anonimo condominio e poi la musica, con i dj della vecchia Radio Flash.

Dopo la chiusura lo scettro di  cult-club passò al Barrumba, quello che più ereditò lo spirito crossover dello Studio 2, all’Hiroshima di via Belfiore, ai Reddocks.  I patiti di techno e house migrarono al Palace del Valentino.

13 comments to “Il leggendario Studio 2”
  1. io c’ero……

    quanti concerti che ho visto…..

    l’ultimo…prima dell’abbattimento furono i DRI + Corrosion of Conformity…HC Californiano….

    Astro
    P.s. presto ti manderò il flyer

  2. Al posto del Don Carlos, che per un certo periodo era stato rinominato New Planet,adesso c’è una sala bingo, dove peraltro non entra mai nessuno

  3. certo che c’ero e il paragone con il don carlos era inesistente, al limite il patio, quando arrivava la buona stagione, perché nemmeno il big era in grado di offrire lo stesso spettacolo. lo studio era il locale più easy in città, con il calcio balilla, la pista da bowling al primo piano, l’orologio che girava al contrario messo al posto dello schermo (prima della discoteca il locale ospitava un cinema, mi sembra fosse il Piemonte, dovrei avere ancora una foto), e poi filippo che m’insegnava a fare i mixaggi, l’acqua e menta per reggere tutta la serata, i fratelli tealdi, mimmo Portas, le multe per le vetture in sosta sul cavalcavia… e le feste di fine anno accademico dove “gavettone” era un eufemismo per definire un temporale….
    altri tempi, tornavi a casa alle due e la città era davvero semideserta, e se qualche notte tiravi lungo potevi addirittura vedere gli operai della fiat che andavano verso mirafiori per fare il primo turno, e tu non avevi ancora chiuso occhio dalla notte precedente…

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