
Dopo lo Studio 2, il vecchio Hiroshima di via Belfiore e i Reddocks, chiude il Barrumba di via San Massimo.
Fa una certa impressione pensare di non poter mai più tornare in un posto in cui hai passato tante serate piacevoli o scazzate, riconvertito in chissà che cosa. Superare la porta, scendere la scala che girava di 90 gradi e arrivare in quello spazio con la pista circolare circondata da colonne. Il bar sullo sfondo.
La prima volta che entrai in quel locale si chiamava Area, mettevano house ed era frequentato da fighetti. Poi diventò Island e quindi Barrumba, come il club londinese… ma scritto attaccato.
Era da qualche anno che non ci andavo più. Era stato un bel periodo, quando andavo all’università e potevo tirar tardi senza problemi anche in settimana. Passavo i giovedì notte in quel locale dalla pista rotonda, con ingresso gratuito e ottima musica. Qui ho sentito per la prima volta Chemical Brothers, Underworld, Prodigy, Josh Wink , Daft Punk , il trip-hop e la drum’n bass mixati con pezzi alternative rock e brit pop. Moltissimi i concerti: quasi tutti i gruppi alternativi passarono dal club di via San Massimo.
Tra i dj c’era il mitico Giorgio Valletta da Radio Flash, poi Xplosiva e ClubToClub.
Memorabili poi le feste di capodanno del Barrumba: come quella con il live dei Fratelli di Soledad e quella con i Subsonica (nella foto in alto), trascorso con un’amica che, dopo qualche anno, è diventata mia moglie.
L’articolo di Paolo Ferrari su La Stampa del 2 settembre 2005 che annunciava la chiusura del Barrumba:

Il Barrumba oggi

A distanza di molti anni i locali del Barrumba in via San Massimo sono ancora chiusi e inutilizzati.
E tu, hai un ricordo speciale legato al Barrumba che vorresti condividere? Racconta nei commenti la tua esperienza più bella.
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