Sotterrata la sopraelevata

Un altro pezzo di Torino a cui ero affezionato non c’è più: la sopraelevata di corso Mortara, quell’autostrada urbana che fino a qualche anno fa permetteva di alzarsi su un panorama postindustriale alla blade runner.

Era istruttivo percorrere in auto il viadotto, magari di notte,  su una distesa di fabbriche ormai inutilizzate, un gigantesco vuoto che aveva il suo fascino e che, se non altro, era meglio rispetto ai palazzoni anonimi che ne hanno preso il posto; almeno poteva essere considerato un rudere di un’epoca passata, non la testimonianza di un’edilizia di basso livello.

Come si vede nella foto che mi manda il mio amico Danilo, nel mese di agosto è stata demolita e ora la zona appare davvero irriconoscibile, senza un segno urbano così marcato. Si può ancora salire attraverso una rampetta sulla rotonda volante che sovrasta come un’aureola di cemento la stazione Dora, ma prima o poi anche quest’ultima verrà rimossa.

Peccato, per ricordarci del passato industriale di Torino, ci rimarranno solo più le vecchie foto, il Lingotto e (speriamo) qualche altro scampato pezzo di archeologia industriale