{"id":3455,"date":"2025-02-15T21:43:00","date_gmt":"2025-02-15T20:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tolove.it\/blog\/?p=3455"},"modified":"2025-03-16T10:40:34","modified_gmt":"2025-03-16T09:40:34","slug":"nietzsche-a-torino-la-mole-i-portici-il-labirinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/index.php\/nietzsche-a-torino-la-mole-i-portici-il-labirinto\/","title":{"rendered":"Nietzsche e Torino: un amore filosofico tra la Mole e i portici"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Torino ha avuto un grande impatto non solo sulla vita ma anche sulla filosofia di Friedrich<\/strong> <strong>Nietzsche, uno dei pi\u00f9 illustri TOlover della nostra citt\u00e0.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"660\" src=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte-1024x660.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3456\" srcset=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte-1024x660.jpg 1024w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte-620x400.jpg 620w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte-768x495.jpg 768w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte-24x15.jpg 24w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte-36x23.jpg 36w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte-48x31.jpg 48w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nitetzsche-pianoforte.jpg 1675w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il soggiorno di Nietzsche a Torino nel 1888<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nietzsche godeva di una pensione acquisita dopo\nun breve periodo di insegnamento a Basilea come professore di filologia\nclassica. Una rendita che, grazie a una vita frugale, gli permetteva di potersi\ndedicare alle sue riflessioni filosofiche e alle sue opere. Soffriva per\u00f2 di\nfortissimi mal di testa, un malessere fisico che lo costringeva a spostarsi continuamente\nalla ricerca di un clima che lenisse i suoi mali. Questo vagabondare lo port\u00f2 a\nTorino nel 1888. Qui si ferm\u00f2, prima per due mesi &#8211; dal 5 aprile al 5 giugno \u2013 poi\ndal 21 settembre dello stesso anno fino al 9 gennaio del 1889, giorno in cui\nvenne trasferito in un sanatorio a Basilea e successivamente in Germania dove\nrimase, sempre internato, fino alla morte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La vita quotidiana del filosofo in via Carlo Alberto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Torino Nietzsche prese in affitto una stanza al quarto piano di via Cesare Battisti, sopra l\u2019ingresso della Galleria Subalpina, con vista su Palazzo Carignano. Un\u2019effige in via Carlo Alberto 6 ce lo ricorda.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"766\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-766x1024.jpg\" alt=\"L'effige dedicata a Nietzsche in via Carlo Alberto 6 a Torino\" class=\"wp-image-3764\" srcset=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-766x1024.jpg 766w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-299x400.jpg 299w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-768x1027.jpg 768w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-1149x1536.jpg 1149w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-1532x2048.jpg 1532w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-18x24.jpg 18w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-27x36.jpg 27w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-36x48.jpg 36w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/nietzsche-torino-effige-1-scaled.jpg 1915w\" sizes=\"auto, (max-width: 766px) 100vw, 766px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un articolo de La Stampa Sera del 10 ottobre 1938 il nipote di Davide Fino, proprietario dell\u2019alloggio presso cui Friedrich Nietzsche risiedeva, ricorda <em>un uomo elegante, in soprabito marrone, con l&#8217;inseparabile plaid sul braccio, alto, slanciato, con folti mustacchi che non tolgono al suo volto un aspetto di nobile bont\u00e0, si avvicina alla rivendita di giornali, gestita dal signor Davide Fino, dinnanzi al palazzo delle poste. L\u2019uomo cerca una stanza per la sua permanenza in a Torino. Davide Fino dal chiosco del giornali gli indica in alto, su sotto i tetti, nella casa che fa angolo con la piazza e via Carlo Alberto, una finestra: la sesta, si, quella che \u00e8 proprio sopra la Galleria e di rimpetto al Palazzo Carignano. Fa parte di un alloggio ove abita con la moglie, tre figli e una <\/em>donna<em> di servizio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A casa Fino Nietzsche trov\u00f2 un ambiente famigliare a cui man mano si affezion\u00f2 tanto che quando venne forzatamente portato via a Basilea volle portare con s\u00e9 la papalina del padrone di casa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anacleto Verrecchia ne \u201cLa catastrofe di Nietzsche a Torino\u201d riporta la testimonianza diretta dei padroni di casa, tratta da un articolo apparso sulla \u00abNuova Antologia\u00bb del 16 settembre 1900:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIl loro ospite aveva l&#8217;aspetto serio, ma era gentilissimo di modi con tutta la famiglia e specialmente colla piccola Irene che gi\u00e0 sin d&#8217;allora coltivava con successo la musica, di cui Nietzsche era appassionatissimo. Il \u00abprofessore\u00bb, come lo chiamavano in casa, faceva una vita regolare e tranquilla di uomo studioso. Spesso portava o riceveva libri dalla libreria Loescher (ora Clausen), situata sotto i portici dell&#8217;universit\u00e0.<\/em> <em>Alcune volte pregava l&#8217;Irene di suonargli del Wagner \u2014 solo del Wagner; altre volte sedeva egli stesso al pianoforte, suonando lungamente a memoria del Wagner, unendogli di tratto in tratto un canto sommesso. Prendeva in casa i suoi pasti, ordinando per lo pi\u00f9 una costoletta, che di rado mangiava, e una bottiglia di vino barb\u00e8ra.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"923\" src=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia-1024x923.jpg\" alt=\"Fotografia di Piazza Carlo Alberto nel 1906\" class=\"wp-image-3784\" srcset=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia-1024x923.jpg 1024w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia-444x400.jpg 444w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia-768x692.jpg 768w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia-24x22.jpg 24w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia-36x32.jpg 36w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia-48x43.jpg 48w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/piazza-Carlo-Alberto-storia.jpg 1086w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Torino: la citt\u00e0 che ispir\u00f2 le ultime opere di Nietzsche<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il filosofo si innamor\u00f2 della nostra citt\u00e0, come testimoniano molti suoi testi. Due giorni dopo il suo arrivo scrisse:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino \u00e8 stato  \u201c<em> il primo posto in cui sono possibile!<\/em>\u201d <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il periodo torinese fu particolarmente prolifico. Qui scrisse alcune delle sue opere pi\u00f9 significative:&nbsp;Il caso Wagner,&nbsp;Crepuscolo degli idoli,&nbsp; L\u2019anticristo,&nbsp;Ecce&nbsp;homo&nbsp;e&nbsp;Nietzsche contra Wagner.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quali furono\ni motivi di questa passione per Torino?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>J\u00f6rg H. Gleiter<\/strong>, professore di&nbsp;teoria dell&#8217;architettura&nbsp;presso l&#8217;Istituto di architettura dell&#8217;Universit\u00e0 tecnica di Berlino, nel suo testo <strong>\u201c<em>But Turin! Nietzsche\u2019s Discovery of the City<\/em>\u201d<\/strong>, espone una tesi interessante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Innanzitutto durante il soggiorno a Torino, Nietzsche godette di una inconsueta buona salute: l&#8217;emicrania di cui si era lamentato per tanti anni scomparve e questo influ\u00ec positivamente sul suo stato d\u2019animo. Inoltre l&#8217;attrazione per la cultura francese e per Parigi lo portarono ad apprezzare Torino, la citt\u00e0 italiana pi\u00f9 vicina alla capitale francese, non solo geograficamente. Nel 1869, vent&#8217;anni prima del suo soggiorno torinese, dopo aver completato gli studi, Nietzsche e il suo amico Erwin Rohde, avevano programmato un soggiorno prolungato a Parigi. Come &#8220;una coppia di filosofi flaneur&#8221;, volevano &#8220;camminare con occhi seri e labbra sorridenti attraverso il fiume di Parigi&#8221;.&nbsp; &nbsp;La nomina di Nietzsche come professore a Basilea pose fine a quel progetto. Forse anche per questo mancato viaggio giovanile il soggiorno Torino, i cui viali, la griglia quadrata, i passaggi, gli archi e gli edifici classici costituivano una serie di somiglianze con Parigi, fu cos\u00ec importante per il filosofo tedesco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Negli ultimi mesi prima del crollo Nietzsche si era trasformato da passeggiatore montano dell&#8217;Alta Engadina a &#8220;flaneur filosofico&#8221; della metropoli moderna che aveva immaginato vent&#8217;anni anni prima. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Mi sento cos\u00ec rilassato, cos\u00ec forte, cos\u00ec\nallegro&#8221;<\/em> scrisse Nietzsche a Georg Brandes. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&nbsp;\u201cOra sono\nl&#8217;uomo pi\u00f9 grato del mondo [\u2026]. Tutto diventa facile per me. Tutto funziona per\nme.&#8221;<\/em>&nbsp;scrisse a Overbeck.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nietzsche in\npassato aveva trovato le sue ispirazioni filosofiche camminando nella natura\naperta. Ora invece vagava tra i portici di Torino: <em>\u201cHo bisogno di camminare\n6-8 ore all\u2019aria aperta\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"960\" src=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica-1024x960.jpg\" alt=\"Foto storica di Via Pietro Micca nel 1906\" class=\"wp-image-3787\" srcset=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica-1024x960.jpg 1024w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica-427x400.jpg 427w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica-768x720.jpg 768w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica-24x24.jpg 24w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica-36x34.jpg 36w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica-48x45.jpg 48w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/via-pietro-micca-storica.jpg 1109w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<cite><em>\u201cRecentemente mi sono detto: avere un posto che non si vuole lasciare, nemmeno per andare in campagna &#8211; dove si \u00e8 contenti di camminare per le strade ! Prima avrei pensato che fosse impossibile&#8221;<\/em> .<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>scrisse a Heinrich K\u00f6selitz il 16 dicembre 1888<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come Rousseau, altro grande filosofo amante del cammino, che soggiorn\u00f2 da giovane a Torino 160 anni prima: dalla primavera del 1728 all\u2019inizio del 1729 (una permanenza di durata curiosamente simile a quella di Nietzsche). Anche lui fu incantato dalla citt\u00e0 nella quale poteva concedersi la <em>&#8220;speranza di diventare presto una persona degna di s\u00e9&#8221;. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrive Gleiter:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSarebbe un errore caratterizzare i mesi torinesi come\npunto finale della vita intellettuale di Nietzsche che culmin\u00f2 nei suoi folli gesti\ne croll\u00f2 all&#8217;inizio di gennaio 1889. Il suo il tempo a Torino fu tutt&#8217;altro. Al\ncontrario, sembra che negli ultimi mesi sia successo qualcosa che giustifichi\ncon una certa legittimit\u00e0 considerare il periodo torinese non come un punto di\narrivo ma piuttosto come una svolta. Questa fu la scoperta della polis da parte\ndi Nietzsche, sebbene non nel senso classico, ellenistico, politico e\nfilosofico. Fu la scoperta della metro-polis della fine IXX&nbsp;secolo: del\nmodernismo. La scoperta della citt\u00e0 da parte di Nietzsche avvenne sullo sfondo\ndel suo allontanamento dalla musica come &#8220;arte a parte&#8221; del\ndiciannovesimo secolo, verso l&#8217;architettura come &#8220;arte principale&#8221;\ndel modernismo e delle sue avanguardie. A Torino, il potere seduttivo del\nmodernismo &#8220;tedesco&#8221; di Wagner \u00e8 stato sostituito da ci\u00f2 che da tempo\ndesiderava: la modernit\u00e0 francese. La scoperta della citt\u00e0 moderna ha fatto da\nsfondo a questa triplice svolta dalla musica all&#8217;architettura, dal concetto di\nVolont\u00e0 al potere al concetto di decadenza, e dai concetti intellettuali\nastratti alla fenomenologia corporea. Senza la scoperta della citt\u00e0 moderna,\nmolto degli ultimi mesi di Nietzsche sarebbe stato lasciato all&#8217;oscuro e la sua\ntarda filosofia sarebbe stata del tutto fraintesa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel maggio 1888, l&#8217;architettura, che in precedenza non era stata oggetto d\u2019attenzione, a Torino si spost\u00f2 al centro dell\u2019interesse filosofico di Nietzsche. All&#8217;epoca del suo arrivo a Torino, prediligeva l\u2019alleanza tra la <em>filosofia e la musica<\/em>; al momento del suo ritorno a Torino da Sils-Maria, quell&#8217;autunno, l&#8217;architettura per Nietzsche aveva preso il posto della musica. In quest&#8217;ottica vanno lette le osservazioni su Torino nelle lettere di questo periodo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Che robustezza, che marciapiedi, per non parlare degli autobus e dei tram, la cui organizzazione qui rasenta il meraviglioso!&#8221;<\/em> &nbsp;Non aveva &#8220;<em>in nessun altro luogo fatto passeggiate con un tale piacere come in queste strade eleganti e indescrivibilmente degne&#8221;. <\/em>Nei mesi che seguirono non ci fu fine alla lode. Sotto i &#8220;<em>magnifici e spaziosi portici, i colonnati e le sale<\/em>&#8221; di Torino, che misurano 10.020 metri (cio\u00e8 due ore buone di marcia), &nbsp;si poteva camminare \u201c<em>per mezz&#8217;ora d&#8217;un fiato attraverso alte arcate\u201d<\/em> e \u201c<em>vedere le Alpi innevate dal centro della citt\u00e0, le strade che sembrano corrervi dentro! L&#8217;aria secca, sublimemente limpida. Non avrei mai creduto che la luce potesse rendere una citt\u00e0 cos\u00ec bella.<\/em>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Mole Antonelliana e il legame con Ecce Homo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Mole Antonelliana ha svolto un ruolo non trascurabile in questa trasformazione<\/strong>. <br>Fu iniziata nel 1863 come sinagoga e originariamente doveva essere alta 47 metri. In seguito alla \u201cspinta assoluta verso le altezze\u201d di Alessandro Antonelli, fu inaugurata nel 1889. Poich\u00e9 mancava di una funzione e di una tipologia chiara, non aveva alcun nome e continua a portare il nome del suo architetto: la Mole Antonelliana. <br> <br> <strong>\u201cPrima sono passato davanti alla Mole Antonelliana, forse l&#8217;opera architettonica pi\u00f9 geniale mai realizzata &#8211; stranamente non ha nome &#8211; per una spinta assoluta verso le altezze &#8211; non ricorda niente quanto il mio Zarathustra. L&#8217;ho battezzato <em>Ecce homo <\/em>e con quello spirito gli mise attorno un enorme spazio libero\u201d<\/strong> scrisse Nietzsche il 30 dicembre 1888 in una bozza di lettera a K\u00f6selitz. Nietzsche associ\u00f2 l&#8217;edificio alla figura di <em>Zarathustra<\/em> e lo chiam\u00f2 <em>Ecce homo<\/em> dopo il libro autobiografico che aveva completato quell&#8217;autunno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/moleantonelliana1.jpg\" alt=\"LA mole antonelliana\" class=\"wp-image-1055\" srcset=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/moleantonelliana1.jpg 600w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/moleantonelliana1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/moleantonelliana1-18x24.jpg 18w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/moleantonelliana1-27x36.jpg 27w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/moleantonelliana1-36x48.jpg 36w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/moleantonelliana1-131x175.jpg 131w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Poi, poco prima del suo crollo il 6 gennaio 1889, menzion\u00f2 nuovamente l&#8217;edificio. Aveva partecipato al funerale di Antonelli, annotava nel poscritto di una lettera a Jacob Burckhardt: \u201cEro presente al funerale del vecchio Antonelli questo novembre. Ha vissuto fino a quando <em>Ecce homo<\/em>, il libro, non \u00e8 stato finito. Il libro e anche la persona &#8230;\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I portici di Torino: luoghi di contemplazione filosofica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Torino consolida l\u2019idea dell&#8217;incontro tra\narchitettura e corpo umano, che era stata gi\u00e0 delineata molto prima ne <em>La\ngaia scienza<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un giorno, e\nprobabilmente presto, avremo bisogno di un riconoscimento di ci\u00f2 che\nsoprattutto manca nelle nostre grandi citt\u00e0: luoghi tranquilli e ampi, ampi per\nla riflessione. Luoghi con chiostri lunghi e dai soffitti alti per il tempo\nbrutto o troppo soleggiato [\u2026] &#8211; edifici e siti che insieme darebbero\nespressione alla sublimit\u00e0 della premura e del farsi da parte. [&#8230;] Vogliamo\nvedere noi stessi tradotto in\npietra e le piante, vogliamo fare passeggiate in noi stessi, quando passeggiamo attorno a questi edifici e\ngiardini.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino divenne il luogo in cui Nietzsche torn\u00f2 alla\nsua nostalgia per la cultura francese. Torino era una Parigi in miniatura, meno\nsplendida comunque un&#8217;ex sede reale con &#8220;piazze serie e solenni&#8221;.\nCome Parigi, la citt\u00e0 era gi\u00e0 un importante centro industriale, con tutti gli\naccessori di una metropoli moderna, anche se in scala ridotta: una citt\u00e0\ndisposta su una griglia, archi, passaggi e viali con vaste prospettive. 5<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la Mole Antonelliana come controparte in pietra\ndella Torre Eiffel, Torino questa volta era anche in competizione diretta con\nParigi. Tuttavia,\ncome osservava Nietzsche, la quiete era \u201cancora la <em>regola<\/em> \u201d per le\nstrade di Torino. &nbsp;Sembra che la sua prima visione de La Gaia Scienza \u201cluoghi\ntranquilli, ampi ed espansivi per la riflessione. Luoghi con chiostri lunghi e\ndai soffitti alti. &#8221; <em>si<\/em> fosse realizzata in una citt\u00e0 come Torino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I chiostri a Torino si fanno portici, luoghi ideali per la contemplazione che, da religiosa, diventa secolare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"588\" src=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/torino-mole-1.jpg\" alt=\"La Mole Antoneliiana in costruzione\" class=\"wp-image-3769\" srcset=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/torino-mole-1.jpg 800w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/torino-mole-1-544x400.jpg 544w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/torino-mole-1-768x564.jpg 768w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/torino-mole-1-24x18.jpg 24w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/torino-mole-1-36x26.jpg 36w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/torino-mole-1-48x35.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il labirinto urbano: la scoperta della metropoli moderna<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre ai portici, un altro elemento architettonico ha plasmato l&#8217;esperienza di Nietzsche della citt\u00e0 come paesaggio urbano: il labirinto. &nbsp;&nbsp; &nbsp;Il prerequisito per percepire la metropoli moderna come un labirinto \u00e8 la sua struttura razionale. &nbsp;I labirinti sono figure di estrema razionalit\u00e0, in cui il percorso all&#8217;interno di una forma geometricamente esatta conduce al centro, senza offrire alternative. I labirinti sono l&#8217;opposto del caos: sono forme di ordine razionale accentuato. In <em>Aurora<\/em> , Nietzsche aveva gi\u00e0 affrontato il labirinto: <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quanto erano semplici i greci nella loro concezione di s\u00e8! Quanto lontano li superiamo nella comprensione\ndella natura umana! E come appaiono labirintiche anche le nostre anime e le\nnostre concezioni delle anime rispetto alle loro! Se noi [i moderni]\ndesiderassimo e osassimo un&#8217;architettura corrispondente alla nostra concezione dell\u2019anima (siamo\ntroppo codardi per questo!) &#8211; allora il labirinto dovrebbe essere il nostro\nmodello!<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Walter Benjamin, la scoperta della citt\u00e0 come labirinto non dipendeva\naffatto dalla difficolt\u00e0 di orientarsi ma, al contrario, dalla loro nuova,\nmoderna, chiara disposizione e razionalit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non orientarsi in una citt\u00e0 non significa molto. Ma\nperdersi in una citt\u00e0, come ci si perde in una foresta, richiede un po&#8217; di\nistruzione. I nomi delle strade devono parlare per il vagabondo urbano come lo spezzarsi di\nramoscelli secchi e le stradine nel cuore della citt\u00e0 devono riflettere i tempi\ndella giornata, per lui, chiaramente come una valle di montagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La citt\u00e0 come labirinto si apre\nsolo a chi sa perdersi nel contatto fisico, negli scorci prospettici lungo i\nlunghi traguardi delle strade, nelle loro traverse e deviazioni, nelle\ningannevoli scorciatoie dei portici. Il primo requisito \u00e8 che durante le lunghe\npasseggiate il tempo si converta &#8220;in un narcotico&#8221;; &nbsp;solo\nallora, &#8220;con l&#8217;aiuto di queste strade&#8221;, &nbsp; la citt\u00e0 si trasforma\nin testo e il corpo in uno strumento di conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non nelle citt\u00e0 medievali, ma solo nella monotonia della struttura\nrazionale delle metropoli il flaneur trasforma, con la \u201cflessibilit\u00e0 del\ncorpo\u201d, la citt\u00e0 nel labirinto. Torino, l&#8217;unica delle citt\u00e0 storiche d&#8217;Italia a cui manca un centro\nstorico medievale, aveva la monotonia di strade cos\u00ec importanti per il flaneur,\ncon un sistema a scacchiera di strade e lunghi assi che si ritiravano verso le\nmontagne.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"411\" src=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/dechirico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3462\" srcset=\"https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/dechirico.jpg 650w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/dechirico-633x400.jpg 633w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/dechirico-24x15.jpg 24w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/dechirico-36x23.jpg 36w, https:\/\/www.tolove.it\/blog\/wp-content\/dechirico-48x30.jpg 48w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"> Giorgio de Chirico <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<cite>\u00ab\u00c8 stata Torino ad ispirarmi tutta una serie di quadri che ho dipinto dal 1912 al 1915. Confesso, in verit\u00e0, che essi devono molto anche a Nietzsche\u00bb.<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I consigli di Nietzsche per un vagabondaggio a Torino<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u201cNon portare gli occhiali per strada! Non comprare\nlibri! Non entrare in mezzo alla folla! &#8221; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Serate attraverso il Valentino al castello, poi di nuovo fino in fondo a piazza Vittorio Emanuele II e al Caff\u00e8 Livorno&#8221;. &nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon scrivere lettere! Non leggere libri! porta qualcosa con te da leggere nel caff\u00e8 ! Un quaderno per gli appunti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Solo il collegamento alla propria fisicit\u00e0, senza libri e ad una distanza dalla folla, offre l&#8217;accesso al subconscio. Per questo, il flaneur deve rimanere da solo, in una, come Nietzsche ha scritto in un altro contesto, \u201csegregazione aristocratica dalle masse\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Da Sils Maria a Torino: la svolta architettonica del filosofo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torino si rivel\u00f2 per Nietzsche molto pi\u00f9 di un semplice soggiorno terapeutico. La citt\u00e0 sabauda, con la sua architettura razionale, i suoi lunghi portici e le sue prospettive verso le Alpi, divenne il palcoscenico ideale per l&#8217;ultima fase creativa del filosofo. Qui, tra le vie ordinate del centro e sotto le arcate che proteggevano le sue lunghe passeggiate, Nietzsche trov\u00f2 quella sintesi perfetta tra modernit\u00e0 e classicismo che tanto cercava. La citt\u00e0 gli offr\u00ec non solo un ambiente favorevole alla sua salute, ma soprattutto uno spazio urbano che incarnava fisicamente molti dei suoi ideali filosofici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esperienza torinese del filosofo tedesco rappresenta un momento cruciale nella storia del pensiero moderno: il passaggio da una filosofia basata sulla contemplazione della natura a una nuova forma di riflessione urbana, dove l&#8217;architettura diventa il medium principale per comprendere la modernit\u00e0. La Torino di fine Ottocento, con la sua Mole Antonelliana protesa verso il cielo e i suoi portici che invitavano alla meditazione itinerante, si rivel\u00f2 il luogo perfetto per questa trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora oggi, passeggiando per le vie del centro storico di Torino, \u00e8 possibile ripercorrere i passi di Nietzsche e comprendere come questa citt\u00e0 abbia saputo ispirare alcune delle pagine pi\u00f9 intense della filosofia moderna, lasciando un&#8217;impronta indelebile non solo nella storia del pensiero, ma anche nell&#8217;arte e nella cultura del Novecento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torino ha avuto un grande impatto non solo sulla vita ma anche sulla filosofia di Nietzsche, uno dei pi\u00f9 illustri amanti della citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3769,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_sitemap_exclude":false,"_sitemap_priority":"","_sitemap_frequency":"","footnotes":""},"categories":[193],"tags":[],"class_list":["post-3455","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.8 - 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