Il nuovo Museo dell’auto

Come il talento di Francois Confino ha saputo trasformare una serie di protagonisti (la collezione di esposta da sempre nelle sale di corso Unita’ d’Italia) in un film avvincente: realizzando una storia che parte dalla trasformazione della carrozza trainata da cavalli in carrozza spinta da un motore e termina con i designer e i loro sogni. La scenografia, come già avvenuto alla Mole Antonelliana, e’ fantastica: si puo’ camminare su Torino…

… fare un tour di una fabbrica a bordo di una specie di carrozza da montagne russe, guardare micro (dentro un buco) e macro ambientazioni (lo studio di progettazione, l’officina, una spiaggia anni ’60).

Veniamo al contenitore: l’espansione progettata da Zucchi viene percepita solo nella hall d’ingresso.

Tutto il percorso museale si svolge al buio, senza affacci sull’esterno. Anche la grande finestra a nastro che percorre in lunghezza la facciata dell’edificio e’ oscurata per far spazio all’esposizione, al contrario del vecchio allestimento che invece era inondato di luce.

Consiglio per evitare code nel week end: entrare in orario pranzo, magari approfittando del bel caffè con vista sulla collina torinese.

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