Chiesa di Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita

Santa Zita

Una delle cose che preferisco di casa mia è il panorama che vedo ogni giorno dal soggiorno : oltre ad un pezzetto di Alpi che spuntano dai tetti delle case, l’elemento di spicco è il campanile della suddetta chiesa dal nome succinto.

La vista e’ particolarmente suggestiva soprattutto di notte, anche se lo si può vedere da pochi punti di Torino : mi ricordo anche la prima volta che l’ho visto illuminato di notte, stavo passando in macchina sulla sopraelevata di corso Mortara, quando c’erano le fabbriche dismesse (bellissime) e non ancora i palazzoni (orrendi): ad un certo punto vedo il campanile che svetta all’orizzonte illuminato, una stranissima new entry nello skyline torinese, caratterizzato da pochissimi edifici “spilungoni”. Comunque, adesso che le fabbriche non ci sono più, dalla sopraelevata lo si vede ancora ma il panorama è meno suggestivo tra le luci del Medusa e la scrittarossa Ipercoop.

La chiesa di Santa Zita in Via San Donato è stata costruita nel 1866  su progetto di Francesco Faà di Bruno; sul campanile svetta la statua dorata dell’arcangelo Michele che chiama con la tromba i morti a giudizio (che allegria) in antitesi con la statua del “genio alato” del Progresso umano, poi crollato posta sulla guglia della Mole Antonelliana; quest’ultima non c’è più, ci rimane invece l’altra, monito per i morti dimenticati, soprattutto delle guerre : sarà mica un segno? Santa Zita è la protettrice delle cosiddette serve che costituivano buona parte del proletariato torinese dell’Ottocento e che abitavano un quartiere popolare come quello di S. Donato.

A me ricorda un pò la statua dorata che svetta sul quartiere della Bastiglia a Parigi.

Arrampicata sulla chiesa di Santa Zita

Sabato sono salito sul campanile della chiesa di Santa Zita, che tutti i giorni (ma soprattutto le notti, quando è illuminato) domina quella fetta di Torino visibile dalla finestra del mio soggiorno.
Fare il giro sul balconcino in cima alla seconda guglia più alta di Torino è stato emozionante: riuscivo a vedere persino le montagne della discarica di Basse di Stura…

Via San Donato vista da 75 metri di altezza.

Le campane:  mannaggia, si sono messe a suonare proprio mentre salivo.
Per arrivare in cima bisogna superare un repertorio variopinto di scale: a chiocciola, a pioli, di legno, di ferro o in muratura, alcune delle quali veramente traballanti.

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