Artisti di strada

Due artisti di strada che sembrano usciti da una pagina del libro Cuore:  uno suona un organetto a scheda, l’altro è un abilissimo suonatore di sega (non pensavo si potesse suonare anche una sega) e altri strumenti originali.

Il tutto è molto romantico, credo che si chiamino Ondalunga.

4 comments to “Artisti di strada”
  1. Ogni volta provo un’emozione molto forte… guardate con occhi che mi ricordano i miei ai tempi dell’Università… un viaggio nel tempo impagabile e struggente… che con voi non smette mai di essere trascinante. Grazie.

  2. A Palazzo Nuovo ho frequentato Lettere indirizzo Storia dell’arte… anzi, più precisamente Storia della Critica d’Arte, con l’impareggiabile Gianni Carlo Sciolla… Le strtture architettoniche me le sono spesso studiate in Archivio di Stato, quando ho fatto il corso di Archivista e Paleografo… ho abitato TO ogni anno in un luogo diverso… e ogni volta mi sono innamorato e impresso chilometri di rullini fotografici (ai miei tempi le web-cam erano fantascienza ^___^).
    Gli scatti che trovo qui mi emozionano perchè non sono immagini congelate, ma vive e parlanti e capaci di ricreare quell’atmosfera che spesso – in quegli anni di scoperta ma anche di dolore – è stato il grande respiro che mi ha accompagnato e dato forza.
    Un mio vecchio sogno era poter fare una collezione di foto di “giardini segreti” (come quelli di Via della Rocca), ma alla fine mi sembra che un volume sia stato pubblicato (forse da Fògola). Vi (ti? non ho capito quanti siete… ) prego, continuate questo fantastico racconto per immagini… come la musica, spesso sanno dire più di tante parole… (e voi? architetti?).
    Ciao.

  3. P.S.: ho una passione sfrenata per tutto ciò che riguarda l’architettura industriale… dismessa o magari recuperata in modo illuminato (ho particolarmente apprezzato la “sezione”). Ad esempio tutta la struttura biellese dei filatoi…
    Mi ricordo di una volta in cui mi sono “perso” dalle parti di Corso Novara, trovandomi in mezzo a fabbriche enormi che sembravano in disuso… e non ho mai più recuperato la zona, e ho spesso avuto l’impressione che fosse una delle “pieghe-temporali” in cui ogni tanto TO si diverte ad apparire e sparire…
    Scusa se ho scirtto tanto, ma l’argomento mi coinvolge particolarmente. Ciao 😉

  4. Anche io ho un bellissimo ricordo di Torino ai tempi dell’università…. e soprattutto avevo più tempo per viverla, andando a zonzo senza meta.

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