Casa Mollino, una piramide privata

Cercando notizie sulla sala da ballo Lutrario, mi sono imbattuto in questo articolo di 30elm, sito americano di architettura d’interni. In attesa di andare a visitarle entrambe (casa e dancing) di persona, vi propongo foto e articolo tradotto (male).

Alcune immagini sono tratte da un articolo di Australia Vogue Living (marzo / aprile 2008).

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“Nel 1960, sul fiume Po a Torino, in via Napione, Mollino ha preso possesso di una villa. Il surreale e mistico appartamento che Mollino ha occupato nel corso degli ultimi quattordici anni della sua vita, era un luogo lontano dal lussuoso appartamento che condivideva con la sua governante devota;  Mollino non ha mai dormito una sola notte nell’appartamento di via Napione. Il suo scopo era un altro: sapeva che Kha  (la tomba del regio architetto Kha circa 1390-1352 aC, trovato intatto in Medineh Deir el dall’ egittologo Ernesto Schiaparelli durante le sue campagne di scavo tra il 1900 e il 1920) aveva decorato la sua tomba nel suo tempo libero, ed è quello che Mollino ha fatto con il suo appartamento.

Mollino, probabilmente si identificava con Kha, e come gli antichi egizi, pensava che l’anima fosse composta da molte parti diverse.
Che non esistesse solo la parte fisica, ma anche parti semi-divine che sopravvivono alla morte. Mollino, persona vivace e altamente creativa, amava la vita, tanto da volerla riprodurre in ogni aspetto e portarla al regno dei morti.

Casa Mollino è la sua piramide privata. Uno spazio eclettico, accuratamente creato dal suo senso estetico, fatta di ricordi della sua vita che appaiono tra specchi, tende di pizzo e velluto. L’appartamento è stato lo spazio fisico tra Mollino e l’eternità.

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